LORENZO DAVIGHI, Nato a Salsomaggiore Terme, dove risiede, č il presidente del locale “Circolo Fotografico Zoom”. Promotore di diverse iniziative fotografiche come “IMMAGINI SOTTO LE STELLE” apprezzata rassegna di diaporama d’autore giunta alla XVIIIa edizione, ha organizzato a Salsomaggiore e Tabiano Terme cinque seminari DIAF (Dipartimento Italiano Audiovisivi Fotografici), numerosi concorsi fotografici nazionali e locali, corsi di fotografia, mostre fotografiche di autori di livello nazionale ed internazionale, mostre storiche sul territorio parmense. Da alcuni anni lavora alla realizzazione di un archivio storico e della memoria del territorio dedicata anche ad avvenimenti sportivi come la nota “MARATONA DELLE TERRE VERDIANE”. Numerosi i riconoscimenti in concorsi nazionali ed internazionali, sia nel campo del diaporama che in quello fotografico. Degno di nota il premio conseguito come migliore autore assoluto, nel 2000, a Campogalliano nell’ambito dell’8° Concorso Fotografico Internazionale. Nel 2002 la FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) gli ha conferito il “Benemerito Fotografia Italiana”. Numerose sue immagini sono esposte nella mostra permanente “ARTE alle TERME” allestita all’interno delle Terme Berzieri di Salsomaggiore. Assai note ed apprezzate sono le sue personali “SORRIDI”, “SEMPLICEMENTE DONNA”, “SEMPLICEMENTE PAOLA”, “COLLEZIONE PRIVATA”, “TIME” e “NEW ECONOMY”, alcune ancora oggi itineranti in varie cittā italiane. Sue anche le immagini per il calendario 2006 del Comune di Soragna. Grande successo hanno avuto i calendari realizzati dal 1991 al 1996 e dedicati alla Salsomaggiore odierna. Assieme a Roberto S. Tanzi (che ha curato i testi) ha realizzato una splendida serie di sei calendari storici su Salsomaggiore Terme diventati veri e propri oggetti da collezione. Oggetti da collezione sono anche i calendari, dal 2000 al 2006, dedicati al nudo femminile visto attraverso un nebbioso bianco e nero. Immagini mai ammiccanti o maliziose che si fanno apprezzare per i particolari sfumati, l’accentuazione dei visi e la destrutturazione delle forme, piccoli inni al fatto di essere semplicemente donna