FRANK MORRIS  

Vedendo questa  galleria di immagini, l’osservatore viene colto da una sorta di perplessità.

Di primo acchito, infatti, gli sembrerà di trovarsi di fronte a delle fotografie antiche. Quei  classici nudi d’epoca che raffiguravano l’avvenenza femminile così come veniva concepita alla fine dell’800 o nei primi decenni del secolo successivo. Le pose, statiche e rilassate,  determinate dai lunghi tempi di posa necessari per impressionare quelle primordiali emulsiono;. le ambientazioni con drappi, tappeti e oggetti d’arredo di stampo teatrale, come si usava allora.

Tuttavia i colori, seppur sobri e desaturati costituiscono un primo segnale di anacronismo e fanno pensare ad un periodo posteriore. Infine l’occhio viene attratto dai bordi delle foto ed appare evidente che si tratta di  scatti realizzati con una Polaroid.

Ma dunque, a che epoca risalgono queste immagini?

Ebbene, si tratta del lavori di Frank Morris, un artista contemporaneo che, nonostante il nome, è nato in Italia nel 1960 e nel nostro paese vive e lavora.

Questo autore ha fatto del nudo il proprio principale campo d’azione, portando avanti da tempo la sua personale ricerca su questo che è forse il più antico genere iconografico nella storia di tutte le arti visuali. Nonostante la rappresentazione del corpo umano sia praticata ed apprezzata fin dalle epoche più remote, con  innumerevoli modalità, stili e contestualizzazioni, Frank Morris è convinto che “il nudo abbia sempre generato grandi forze ispiratrici e che sia un tema che non ha mai perso mordente né attualità”

In tale contesto si muove la creatività di questo fotografo che realizza le proprie opere su lastre Polaroid di grande formato ed avvalendosi della collaborazione di modelle rigorosamente non professioniste. I suoi lavori costituiscono una personale rivisitazione di modelli espressivi d’altri tempi, che, filtrati attraverso la sensibilità dell’artista, costituiscono  un validissimo intervento di contrasto all’uso troppo disinvolto e deleterio del nudo, che purtroppo siamo abituati a vedere ed una interessante proposta per ridare dignità a questo affascinante ed intramontabile tema dell’arte.


© 2009 - Andrea Zaccarelli

Ottobre 2009