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Matteo Valentino scopre la passione per la fotografia a 23 anni, sentendo il bisogno di esprimersi in maniera diversa, più forte e decisa. Trova per caso una vecchia Rolleiflex del ’75 a casa di un amico, e nel giro di pochi giorni compra pellicole, ingranditore, acidi, carta e tutto il resto e adotta lo pseudonimo di Tommy Retrò.

Dopo i primi due rullini di prove capisce che il tempo e la voglia di imparare fotografando amici e nature morte non lo soddisfa appieno e decide, quindi, di preparare le sue immagini con calma prima di eseguirle e cercando di seguire un filo logico come la sceneggiatura di un film. Iniziano cosi le prime foto sugli omicidi sexy/noir; una serie confusa, grottesca, contraddittoria e molto sporca che però ottiene pareri positivi.

Durante l’internazionale di Solighetto (TV) viene segnalato dal maestro Maurizio Rebuzzini che gli  consiglia di proseguire la strada del noir riprendendo in mano il “tema” in maniera più adulta e informata.
Durante questi mesi di studio sul noir, Tommy Retrò partecipa a vari concorsi fotografici indetti dalle comunità online, concorsi a tema come “sensi” , “trasparenze”e “comunicazione” facendo apprezzare il suo stile fotografico e vincendo premi e pubblicazioni. Scopre in questo modo il divertimento delle foto su commissione dove può interpretare liberamente un tema dato, creando immagini grottesche e surreali che rivelano la sua passione cinematografica. L’accostamento al cinema, soprattutto a quello di una certa epoca, è probabilmente quello più semplice da vedere e che lo colpisce maggiormente: l’autore ispira le sue foto alle inquadrature e atmosfere dei vari registi che l’hanno colpito di più e mischia questi vari elementi con le immagini di Helmut Newton suo  grande punto di riferimento tra i fotografi