Fotografo dunque sono? Meglio dire che fotografo e dunque invento una realtà che non c’è, se non quella che è solo mia, inseguita e perseguita dalla mia mente dentro la quotidianità o in un attimo di essa. E che è spesso di difficile traduzione, perché la fotografia, arte della mistificazione, utilizza solo il linguaggio dei segni e delle linee e dei volumi, per il resto è mutismo assoluto.
Per mia formazione artistica, ho un grosso debito ed affetto con le parole, quelle scritte e soprattutto con quelle parlate e recitate. Quando sono lontana dal pubblico e dal mondo della Parola, la Fotografia è per me un modo diverso di parlare, dire, raccontare, quanto al soliloquiare poi è efficace come niente altro. Ma spesso tendo ad usare insieme fotografia e parola per raggiungere un livello espressivo più completo. Mi occupo di teatro da più di vent’anni, la fotografia è arrivata un po’ più tardi.
Faccio parte del Circolo Fotografico La Gondola di Venezia.

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