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Khepera è un itinerario
linguistico-espressivo con il quale
Maurizio Pigozzo disegna un
progetto di ricerca che è la sintesi
di una modalità per esprimersi,
elaborare un punto di vista, che
permette di costruire un percorso di
raffinata narratività iconografica.
Un lavoro che coniuga il desiderio
dell’autore di penetrare nell’intimo
delle cose, con l’esigenza di vedere
oltre lo sguardo, tra i misteri e le
ambiguità dell’anima dei
SoggettiOggetti indagati. Khepera è
una raccolta di emozioni, nate
dall’osservazione del quotidiano,
oltre ad essere una ricerca per
visualizzare e sintetizzare
riflessioni teoriche di stimolante
respiro culturale. Maurizio Pigozzo
veste di personalità i pretesti da
cui parte per le proprie
argomentazioni, pretesti che
dissolve nella loro entità iniziale,
e ripropone, rivelandoli,
trasfigurati, in una dimensione
inedita, sintesi di nuove
soggettività. Scatti che affascinano
per l’equilibrio della composizione,
per la trama tonale dei chiaroscuri,
per il collegamento tra i segni, ma
anche per la narrazione, calibrata
nella sintassi espressiva e nella
strutturazione portante. Ogni
immagine è la risultante di un
percorso creativo che racchiude e
fonde pulsioni segrete e abilità
espressive, le quali, coordinate,
contribuiscono a produrre una
fotografia in cui sono forti i
rimandi all’informale, all’astratto,
al materico, entità e trame
linguistiche che riportano alla
mente un segmento, tra i più
affascinanti e straordinari, della
grande lezione di Paolo Monti. Si
pensi a Omaggio all’informale del
1953, oppure al Manifesto strappato
del 1956. Khepera è l’ultimo lavoro
di Maurizio Pigozzo (Favaro
Veneto/Ve, 1950). Egli sviluppa un
itinerario espressivo con il quale
produce esiti visivi stimolanti e
scandisce i termini di una ricerca
che parte da pretesti, per lo più
banali e insignificanti, ma solo in
apparenza, per tracciare un percorso
d’arte che genera percezioni visuali
inedite e profili geometrici di
singolare bellezza grafica. Pretesti
che sono veri microcosmi carichi di
potenzialità espressive che l’autore
individua ed esplora secondo i
propri codici linguistici, le
proprie cifre di studio, in
un’ottica d’indagine e di
sperimentazione: il particolare di
un manufatto, un frammento di una
vecchia tenda, un dettaglio di un
portone abbandonato o il percorso di
un raggio di luce nel buio di un
sotoportego veneziano. (Fausto
Raschiatore) |