Le mie prime esperienze fotografiche risalgono agli anni della fanciullezza quando avevo il piacere di aiutare mio padre nello sviluppo delle pellicole bianco/nero. La camera oscura, i liquidi, e le immagini che si formavano sulla carta:  il processo dello sviluppo era affascinante quasi quanto una magia.  Durante gli anni dell’adolescenza ho lavorato esclusivamente su pellicola invertibile per reportage di viaggio ma, nel 1998, ho iniziato ad approfondire la mia passione per la fotografia seguendo un corso tecnico di ottica fisica applicata all’immagine: la magia lascia il posto alla scienza, ma il fascino di riprodurre e interpretare la realtà rimane intatto. Ho iniziato così a collaborare come assistente presso alcuni studi fotografici della zona di Varese e, dal 2000 al 2002, ho lavorato presso l’agenzia milanese  “Elite Photo Model”, dove ho avuto modo di specializzarmi  sulla fotografia di ritratto

Dal 2001 collaboro inoltre con l’associazione “Click Art’s” per la realizzazione di eventi culturali legati al mondo della comunicazione visiva tramite proposte di workshops, mostre, corsi di fotografia e lettura portfoli.

Nonostante la mia professione non sia legata alla fotografia, la mia passione per quest’ultima è rimasta immutata nel tempo. Non solo, posso dire che la fotografia sia una sorta di filo conduttore e di collante tra i miei interessi che spaziano in diversi campi, dall’alpinismo, al teatro, alla musica: ogni cosa può, virtualmente rappresentare o fornire spunti per un set fotografico. 

Le fasi di preparazione di una location sono momenti estremamente importanti, di pura adrenalina, che culminano con la ripresa vera e propria. Fotografare è uno dei tanti trucchi che l’uomo ha inventato per fermare il tempo, per immobilizzare l’istante. Anche chiudersi in camera oscura significa poter fermare il tempo per stare con se stessi e dedicarsi completamente a un processo creativo. Il fotografo crea in qualche modo il suo soggetto: non soltanto per la scelta di come dosare i bianchi, i neri o i toni di grigio, ma proprio perché ogni inquadratura ricrea completamente il soggetto fotografato. E’ un momento privato, da cui è esclusa qualsiasi altra cosa – da ciò che avviene nel mondo a ciò che accade otre la porta -  per concentrarsi ancora una volta sulla magia dell’immagine che prende forma, la magia della luce.  Cerco di fotografare solo quello che mi piace,  senza preoccuparmi troppo del fatto che ad altri possa piacere o meno. Se poi i miei scatti piacciono sono ancora più felice