Dopo moltissime insistenze per San Valentino una mia amica mi ha detto:"Va bene, poserò per te, ma scordati che mi faccio fotografare senza niente addosso ! ". E allora le ho fatto mettere un foulard in testa per coprirla. rolà

 

Prendemmo il tram a due piani, per fare ancora foto. Sferragliando da Central arrivammo a Quarry Bay, lì scendemmo. Irene aveva una grossa shopping bag in mano, ma si adoperò per non farmi vedere il contenuto. Fece cenno ad un taxi, che si fermò pochissimi metri più avanti. "To Repulse Bay" disse all'autista che, come tradizione vuole, aveva i suoi immancabili guanti di filo bianco.Facemmo in silenzio quest'ultima passeggiata Est dell'isola di Hong Kong, era una strada che avevamo percorso diverse volte per andarci a divertire o a mangiare pesce certamente fresco. Arrivati alla spiaggia, l'auto si fermò... Irene, prima di scendere, discusse - in stretto cinese - con l'autista sul prezzo da pagare, forse mi stava fregando qualche dollaro di HK. Feci capire che andava bene comunque e lasciai che l'auto ripartisse.Vista l'ora la spiaggia era pressoché deserta... solo qualche coppia passeggiava sulla battigia.Arrivati in riva al mare, Irene aprì la busta, bianca come il suo vestito di foggia orientale e ne tirò fuori un grosso cappello di paglia, il tipico cappello cinese e disse: < r Obetto... this is for you... a memory of China>. Ma proprio mentre me lo stava porgendo si fermò... i suoi occhi erano lucidi... lo ritrasse e si girò... andò verso il mare, si appoggio il cappello in testa e rimase a guardare le onde. < Non ti avvicinare -disse- non voglio che tu mi veda adesso>Rimasi al mio posto, anzi arretrai... l'alta marea rosicchiava la spiaggia, mentre un vento leggero spostava granelli di sabbia.

 

"Et alors... Robertò, est-ce que tu ne prends pas de douche?".Mi urlò dal bagno."Sì, ma veramente aspettavo che tu finissi la tua doccia"." Alè alè............tu viens rapide! ".Mi alzai dal divano... mi diressi verso il bagno... quando mi investì - è il caso di dirlo - una musica violentissima.Mi portai le mani agli orecchi ed entrai.......................... Lei giocava come una ragazzina, ballava a suon di musicaentrando e uscendo dalla tenda della doccia che usava divertita come un sipario.........Mi sedetti frastornato dal suono sull'unico sgabello e rimasi a guardare il suo simpatico spettacolo...................... rolà

 

Per superare il gran caldo le chiesi se gradiva bere qualcosa..."Hai una birra in frigo ?" disse......."Certo!" le risposi e mi alzai...Preparai due bicchieri, un po' troppo colmi in verità, tant'è che nel porgerlo un po' di schiuma cadde sulla sua mano...Ma non andò sprecata... socchiuse gli occhi e... lentamente la recuperò.Mi sedetti distrutto da un vortice di pensieri.................................... rolà

 

Rimasi con la sua busta chiusa in mano........... non dissi più una parola... lei invece se ne uscì a sorpresa con: "Mettiti la giacca, l'aria condizionata fa strani scherzi"..........sorrise e si avviò.Consegnò il suo passaporto al poliziotto di servizio, aspettò immobile qualche istante, quando lo riprese si girò un momento fissandomi; poi ridendo vistosamente raggiunse gli altri componenti dell'equipaggio.Io la seguii con lo sguardo fin quando tutto il gruppo non scomparve in cima alla scale mobili.Gli altoparlanti annunciarono l'imbarco al Gate 21, mi avviai anch'io. rolà

 

"Allora io vado..." dissi prendendo la mia piccola valigia...Lei non rispose... non una parola... rimase lì, dietro i vetri della finestra con lo sguardo perso nel vuoto...Continuò a guardare fuori anche quando aprii la porta e non rispose nemmeno al ciao che dissi un attimo prima di richiuderla.Le nostre storie si divisero in quel momento.

 

Appena la musica finì mi alzai e le chiesi se desiderava qualcosa da bere... mi rispose di sì. Mentre preparavo un drink lei si alzo lentamente e si avvicinò allo specchio... con lentezza sbottonò la camicia e la fece cadere... poi portò le mani ai capelli e con un tocco li sciolse...Solo allora mi accorsi di quanto era bella..........................rolà

 

In quell'albergo l'aria condizionata proprio non andava a dovere. Non riuscivo a stare fermo nel letto, smaniavo per il gran caldo. ei, al contrario, era ferma, immobile, forse dormiva..................................E invece no, all'improvviso, con un colpo di gambe butto via il lenzuolo e velocemente si alzò dal letto. Sbuffando si diresse verso la finestra, guardò fuori per un istante... poi decisa aprì i vetri..............Un soffio i vento si infilò nella stanza portando sollievo........le tende leggere le svolazzarono intorno avvolgendola..........Era una scena bellissima................. rolà

 

La percezione di un movimento improvviso mi sveglia... era lei che annaspava per alzarsi dal letto. Nel buio non vedevo nulla, ma percepivo lo scivolare dei suoi piedi nudi sulla spessa moquette. Arrivata alla finestra scostò la tenda di due, tre centimetri appena e improvvisamente una lama di luce tagliò in due la stanza. Lei si girò e fece solo un passo per tornare indietro passando così proprio attraverso il sottile piano di luce. Io non potevo non guardarla e mollemente sdraiato sul letto la seguivo con lo sguardo. Lei percepì il mio sguardo e maliziosamente si fermò, lì, nel bel mezzo del bagliore. Quel filo di luce accarezzò il suo corpo rivelando le sue forme. Lei rimase ferma, amava farsi guardare... giocava con la sua strepitosa gioventù......................... rolà

 

L'aereo atterrò con estrema puntualità, nonostante il ritardo accumulato alla partenza. Come promesso, lei era agli arrivi ad aspettarmi............agitò tutte e due le braccia quando mi vide. Con la sua macchina mi accompagnò in hotel, dove ebbi giusto il tempo di registrarmi e posare la valigia."Dopo la caduta del muro -disse- questa città ha cambiato faccia... non la riconoscerai......"Era vero... la cosa che più mi colpì era vedere la pubblicità dei beni di consumo su cartelloni o sui muri dei palazzi, macchie di colore che coprivano il grigio noioso dei palazzi. Mi mostrò il centro... debbo ammettere che aveva subito una bella trasformazione. Poi puntò diritta verso la periferia.........."Sai, adesso anche qui da noi c'è un gigantesco Luna Park, è nuovo.........vedrai". Una volta arrivati lei mi tirava per la mano... "qui, qui.... vieni è divertentissimo".Io la seguivo, sembravamo due adolescenti che avevano marinato la scuola...Lei si eccitava, gli occhi le brillavano, a piccoli saltelli laterali andava avanti... poi tornava indietro da me ."Quello è il tunnel dell'amore.......lo facciamo per ultimo........." E lo facemmo per ultimo.Una cenetta alla solita trattoria che, con gli anni, aveva migliorato moltissimo e nell'aspetto e nelle portate. Alle 22, distrutti, tornammo in città, a casa sua... lei aveva insistito, anzi era stata categorica. Finalmente, una volta arrivati nel suo appartamento, le dissi d'andare avanti a cambiarsi per la notte, io avevo bisogno di lavarmi i denti... e altro.Una volta concluso, mi avvicinai alla camera da letto... ero stanco, ma non avevo scelta... Entrai... lei era lì... sul letto........sussurrai il suo nome............niente, era piombata in un sonno profondo,Abbassai la luce.........mi sedetti sulla poltroncina e la guardai a lungo... mi sentivo fortunato... non era bella... era perfetta. Cinque minuti dopo sprofondai anch'io in quel sonno consolatore......... rolà

 

"Hai veramente un bel coraggio"...... disse con tono rabbioso, "ma lo sai quanti anni sono passati da quella sera ???""Sì certo che lo so, te l'ho scritto, mi avevano assegnato l'Asia come area di lavoro........."L'ultima luce del giorno che entrava dalla finestra le illuminava il viso...... non la ricordavo così bella.I suoi occhi erano fissi dentro i miei... due lame taglienti."Ed io adesso dovrei farti entrare?................è ?.......dovrei farti entrare................?"Si avvicinò, aveva le mani chiese a pugno e cominciò a picchiare sul mio petto ripetendo: "dovrei farti entrare... ?"Faci cadere la mia borsa, le presi per la vita con tutte e due le mani... la tirai verso me..............quando fu vicina, molto vicina,la baciai.....................................lei smise ogni resistenza, anzi, ricambio con l'ardore di tanti anni prima.................................................................rolà

 

Si alzò dal letto...... a piedi nudi si avviò verso il bagno.Io misi le mani sotto la testa nell'attesa e la seguii con lo sguardo.Arrivata davanti alla porta, Sara si fermò, si voltò... e con tono di rimprovero, ma dolcissimo, disse:"ma la finisci di guardarmi... mi metti a disagio e poi sembra che non mi hai mai vista......................"Mi tirò un bacio ed entro nel bagno.................... rolà

 

Ormai durava da anni, il giorno prima di ripartire lei, Zdena, mi invitava a cena a casa sua.........Faceva salti mortali per trovare cose buone e, a Bornò, in quegli anni, non è che fosse facile arrangiarsi.Fece della pasta... lei diceva "un piatto italiano", ma certo che d'italiano aveva ben poco.Finito di mangiare disse: "siediti sul divano, voglio farti sentire una cosa".Mi sedetti, lei prese un disco in venile, lo pulì ben bene, poi lo adagiò con cura sul piatto. Il braccio del giradischi si spostò automaticamente e la musica iniziò.Strano... nonostante il pezzo da museo il suono era più che buono..."Conosci Smetana -disse- conosci Ma vlast... La Moldava??""Certo che lo conosco, mi piace anche"."Ma sai anche cosa significa?" Incalzò."Come cosa significa... è una sinfonia !""Non è solo una sinfonia... ascolta"Zdena si era seduta sulla solita panca verde e come era sua abitudine si rilassava incrociando le mani e le gambe.La testa china per seguire la musica senza distrazioni: "Ascolta -disse- senti adesso... lo senti? E' la Moldava alla sua sorgente ecco perchè del suono cristallino".Prestai attenzione... vero, era come sentire l'acqua correre. "Adesso, ascolta adesso... -mi disse dopo diversi minuti- lo senti? Ora il fiume corre verso le rapidi, è veloce, è pericoloso."Stupendo, era vero il fiume correva e poi precipitava tra timpani e gran casse giù, nel lago.......poi la calma... ora capivo anch'io la sinfonia, il fiume, maestoso, correva nelle campagne e poi... entrava nel mare... perdendosi."Grazie -dissi- grazie Zdena, mi hai insegnato una bella cosa".Non disse nulla, prese con cura il disco, lo pulì ancora una volta, lo rimise nella sua custodia di cartone leggero... si avvicinò a me dicendo: "Tieni, è un mio regalo... così quando lo riascolterai in Italia ti ricorderai della tua Zdena".Mi avvicinai per baciarle una guancia, per ringraziarla... fu allora che mi accorsi che i suoi occhi erano lucidi.Mi strinse tutte e due le mani dicendomi: "fai un buon viaggio......................" Poi tornò a sedersi sulla panca, le mani a ciondoloni e lo sguardo puntato su di me... come se aspettasse l'impossibile.......... rolà

 

Scesi le scale con calma...........c'era un po' di tristezza nell'animo...........arrivai al portone, guardai su, ma non c'era nessuno..........Lo aprii e andai in strada...............Una frazione di secondo dopo sentii il mio nome: "Robertoooooo".Guardai su.........era sul balcone con le mani disposte a megafono e urlava, ripetendo il mio nome: "Robertooooooo".Provai soggezione... la salutai con la mano e un sorriso, ma lei continuava: "Robertoooooooo".Arrivato all'incrocio rifeci un saluto ampio con la mano e ... girai l'angolo.........Per molti metri ancora la mia testa era martellata da quel ritornello: "Robertooooo".Poi tutto finì, e intorno a me calò un terribile silenzio. rolà

 

... aprì la finestra e uscì sul terrazzo.................non si curò del forte vento fresco del mattino.si coprì con un leggerissimo pareo, ma sembrava che il fresco non lo sentisse.......... "vieni - disse - vieni a vedere l'alba" Mi piaceva guardarla nella livida luce del mattino.............All'improvviso un colpo di vento più forte degli altri le scompigliò i capelli e... le strappo via il pareo di dosso.Lei rimase immobile, indifferente... nuda, con le mani appoggiate alla balaustra..........poi si mise sulla punta dei piedi, come per vedere più lontano............ "Corri... corri.... guarda..................il sole !!!" Rimase con lo sguardo fisso all'orizzonte, io mi avvicinai, la sua mano cercò la mia ............la trovò, la prese, la strinse e la portò con dolcezza sul suo petto. "Senti - disse- senti come mi batte forte il cuore." Un secondo dopo, il sole le accese i capelli di una luce accecante ....................................................................era bellissima...................................... rolà

 

lo scrosciare dell'acqua finì............... la tenda di plastica scivolò all'angolo.......................lei uscì dalla  doccia. si guardò maliziosamente allo specchio.......... senza parlare..........dal suo sguardo capii che si compiaceva del suo corpo................ poi si girò.........e venne verso me............. non curante dell'acqua che gocciolava a terra si avvicinò.............si avvicinò.......................e piantando il suo sguardo dentro il mio disse: "Hai le mani asciutte? Allora dai, asciugami !!! .................................rolà

 

Mamma mia quanto tempo è passato...................nonostante i miei sforzi, di lei ho solo un ricordo confuso, vago, approssimato..................... ma la sua bocca..........quella bocca.................è fissa nel mio cervello come un chiodo,è l'unica cosa di lei che ricordo e certo non dimenticherò. ............................rolà

 

... mi disse: "conta fino a cinque, poi apri gli occhi". contai, li aprii................lei scansò la tenda rossa e.................rolà