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Su per la montagna (la storia del
17 luglio 2007)
(vita e
disgrazie di Gianfranco Cappuccini, foto e cazzate di Roberto Palladini)
Dopo il
successo del 4° Wonkshop, Gianfranco che sta vedendo al futuro per voi, mi ha
chiesto di segnalargli un posto nuovo per un prossimo incontro.
Mi avevano
parlato di un paese abitato da una comunità di origine scozzese, con
donne vestite ancora dei loro abiti caratteristici, situato in una valle
nel versante piemontese del Lago Maggiore.
Così, armati di attrezzatura fotografica, io una reflex digitale e
Gianfranco con uno zaino talmente pesante manco dovesse documentare un
mese di viaggio, ci avviamo su per la montagna e dopo tre infinite ore
di traffico e una serie interminabile di tornanti, finalmente arriviamo
al paesello di nome Gurro. Ci viene in mente il nostro Walo, che noi
amichevolmente chiamiamo il Guru e che ora sarà tranquillamente spaparanzato
sulle spiagge francesi.
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Ore 11,00. Un caffè nell'unico bar, chiediamo
informazioni all'unica barista della montagna, per la zona una categoria
ormai estinta.
La signora, ci conferma la presenza di vecchine vestite
tradizionalmente "girate e le troverete", purtroppo non c'è
nemmeno una trattoria, ma non fa nulla, per documentare
fotograficamente la vita del caratteristico paese possiamo anche
saltare il pasto. Adocchiamo subito questa casa con recinzione
sulla via proveniente dal centro e ci appostiamo in attesa del
passaggio di una delle modelle locali. Dopo un quarto d'ora, neanche l'ombra
di una donna.
Decidiamo di avventurarci in esplorazione per le vie. Fa un
caldo bestia, in macchina con il climatizzatore si stava
decisamente meglio, ma è tanta la bramosia di qualche scatto
inusuale che sopporteremmo questo ed altro.
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Il paese è effettivamente molto caratteristico
con le sue viuzze esclusivamente pedonali, i balconi fioriti
infondono un senso di ordine e di tranquillità, anche troppa
perchè di vecchiette del posto non c'è traccia. Davanti a questa
casa, Gianfranco quasi scoraggiato si pente di non aver
indossato il giubbetto fotografico con la scritta
www.fotografionline.com,
avrebbe ufficializzato la nostra presenza che invece
insospettisce i locali, sembriamo due cretini della domenica (è
martedì) che vanno in giro a rubare l'intimità fuori dalle mura.
Davanti a questa casa, Gianfranco ormai affranto e sudato
rivolge una preghiera alla Madonna. |
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Qui non si
vedono donne, nè vecchie nè giovani, cosa strana non c'è nemmeno
un cagnolino che ci guarda incuriosito! Sono tutti rintanati in
casa e sulla porta hanno anche messo il chiavistello!
Infatti scatto questa foto per documentare la drammaticità del
momento.
Ma Gian non si scoraggia e continua a camminare per le vie alla
ricerca del suo soggetto, non demorde e confida nella preghiera
che poco prima ha rivolto all'affresco murale. |
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Finalmente mi
imbatto in una anziana signora, non è in costume ma è
meglio di niente e le propongo di posare per noi; garbatamente e
con simpatico sorriso ci ringrazia "no, grazie, ormai sono
anziana", "signora, stiamo documentando i personaggi del paese,
per favore solo un ritratto vicino alla porta di casa", "no, no,
fotografate altri...." e si rintana tra le mura domestiche.
Ed ecco che il miracolo si avvera: da una stretta strada si
avvicina il SOGGETTO, vediamo la FOTO! Una quasi ottantenne,
costume caratteristico, pettinatura d'altri tempi sotto il
foulard nero. "Signora, scusi, possiamo farle un ritratto?
Stiamo realizzando un lavoro fotografico sugli abitanti di
queste zone....." "No, no, andate via, andate a fotografare le
giovani"
Abbassa la testa e si avvia verso casa, dentro la sua testa
chissà dove ci ha mandati.
Gianfry silenzioso e sempre più demoralizzato rimpiange la sua
digitalina che gli permetterebbe qualche scatto rubato. Che non
sia il cannone che si porta appresso a spaventare le modelle?
Poi lo vedo farmi ampi cenni, mi avvicino a lui e scorgo in una
corte due anziane signore che chiacchierano in un strano
dialetto, una sta cardando la lana, due soggetti perfetti.
Come al solito sono io a farmi avanti ma non faccio nemmeno in
tempo ad aprire bocca che queste si alzano e scappano
letteralmente in casa chiudendo la porta. Fine di un sogno!
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Gianfry adocchia
queste finestrelle e propone un appostamento, prima o poi se ci
va bene si affaccerà la modella dei suoi sogni. Ma Giulietta fa
parte di un'altra storia e io, ormai convinto che il caldo gli
abbia fuso qualcosa, propongo di abbandonare il paesello.
Troviamo un negozietto di generi alimentari, acquistiamo due
panini che consumiamo seduti sui gradini della chiesa, nota bene
non c'è nemmeno il solito cane che ti rompe l'anima. Gian, dopo
una breve visita al luogo sacro finalmente si convince della
sconfitta "andiamocene!"
Per non buttare via la giornata propongo una visita al
caratteristico museo dei trasporti di Ranco, un museo all'aperto
ricco di vecchie carrozze a cavallo e treni.
Partenza alle ore 12.15 e arrivo alle 14.45. |
In attesa
dell'apertura del museo prevista per le 15.00, ci intratteniamo
con questo capo stazione che descrive a Gianfranco la
particolarità del luogo, la grande passione dell'Ing. Ogliari
che ha creato questo museo.
Si aprono i battenti ed entriamo. |
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Il museo è molto
ben organizzato, il percorso è ben definito, si parte dalle
carrozze per finire ai moderni mezzi di trasporto: treni,
filobus, metropolitana........ ma fa un caldo della Madonna
sotto il sole a picco e in mezzo alle lamiere. Qui vediamo la
viaggiatrice diventata giallognola e avvolta da un alone che
potrebbe sembrare di mistero, ma che in realtà è afa.
L'altro, invece è morto, da Buxelles non è arrivato a
Waterloo!!! |
| Gianfry avvista
questa antica cabina telefonica, potrebbe usare il cellulare, ma
decide che chiamare Antonella da una vecchia cabina è più adatto
all'ambiente e poi vuole provare qualcosa che ormai non esiste
più. Resta chiuso dentro la "bara" infuocata dal sole per un
buon quarto d'ora, chissà cosa mai racconterà alla sua
Antonella, che seduta sul balcone di casa, nella fresca
Alessandria, non sa del povero Gian............. |
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Infatti, questo è
Gianfranco Cappuccini quando esce dalla vecchia cabina
telefonica!!!! |
Fortunatamente,
all'interno del museo è operante un vecchio carro ambulanza, del
Regio Esercito. La crocerossina dopo molteplici tentativi di
rianimazione, con tecniche anche esotiche,
rimette in piedi il nostro Cappuccini.
Ecco l'immagine di Gianfry quasi in forma e finalmente dimesso
dal centro di soccorso. |
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In questa
giornata, ne abbiamo passate di tutti i colori, basta foto,
basta avventura.
Decidiamo di dare un taglio, altrimenti chissà come va a finire.
Andiamo a Sesto Calende in riva al fiume Ticino, dove Gian ha
posteggiato l'auto dal mattino che, nota positiva della
giornata, "ritrova".
E facciamo la foto della disperazione: al cigno. |
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