Agosto - una giornata a Milano - dove andiamo?

AL CIMITERO MONUMENTALE

Da intercettazione telefonica (ora va di moda!!!

Roby: ciao Gian, hai voglia di di fare un giro fotografico?
Gian: va bene, dove andiamo?
Roby: se hai visto il lavoro che sto facendo sul Cimitero Monumentale di Milano e se tu non ci sei mai stato, andiamo lì, vedrai che troverai molte idee. Come disse Totò in "Totò all'inferno": <Perchè non andiamo a prendere una boccata d'aria al Cimitero? Conosco parecchi morti, sono tutti brava gente.>
Gian: ma cosa cavolo dici....passare una giornata in un cimitero!!!
Roby: senti, io non ho voglia di perdere tempo come l'altra volta sulla montagna, ci sono già stato parecchie volte e ho trovato molti spunti fotografici, vedrai che non te ne pentirai.

E fu così che partimmo!!!!!
Uno da Alessandria e uno da Varese.
(Non mi dilungo sui ritardi, sulle soste, ecc..)

Arriviamo  all'alba.....vedi cielo.... a lato!!!!
alle 6,30 siamo in loco, Gian con la sua

 mega-attrezzatura....
"il cimitero apre alle 8,30"

Subito, appena entrati, Gian si entusiasma..... effettivamente il luogo si presta a ottime riprese per la grande quantità di monumenti, opere di tanti autori famosi, e per la vastità dell'area, ma con la mente è a casa, vicino alla sua cara Antonella: (sempre da intercettazione telefonica)
Gian: Ciao Anto, sono a Milano...
Anto: Ciao amore :-)))) tutto ok??? sei lì con Roby???
Gian: Amore.... e con chi vuoi che sia?
Anto: (sospettosa) Com'è il cimitero?
Gian: Amore, ma come vuoi che sia!?!?!?.... E' grande, è più grande di tutta Alessandria e c'è tanto da fotografare. Ora ti lascio, ci sentiamo dopo.
Gian: (rivolto a me) se ci fosse una modella nuda........!!!
E ci fermiamo, all'ingresso, per ammirare il busto del Peppino Nazionale, il nostro caro Giuseppe Verdi e, reciprocamente, ci fotografiamo accanto all'immortale compositore.

Gian ormai è perso tra i monumenti e scatta, scatta, scatta, si sposta da un lato all'altro cercando la luce giusta, è troppo preso e io lo lascio fare. Dopo un po':
Roby: Gian, cosa ne dici se andassimo a vedere un monumento veramente bello?
Gian: (non molto convinto) Ok!!!
Roby: Eccolo qui, nascosto tra gli alberi, cosa ne pensi?
Gian: Stupendo.... facciamoci una foto ricordo!
E qui inizia il dramma!!!! Non avendo mai usato nulla di simile, come si imposta l'autoscatto su una Nikon D200 e su una D70 senza il manuale di istruzioni?
Dopo vari tentativi, io ci rinuncio, Gian riesce a impostare l'autoscatto sulla sua D200;  posiziona la macchina su una lapide (si è scusato...), bilancia l'obiettivo "è vietato l'uso del cavalletto" con una bottiglietta di acqua minerale..... poi uno scatto da centometrista ed ecco la foto di gruppo (siamo sempre solo noi due).

ph. Roberto Palladini

ph. Roberto Palladini
Continuando a girovagare tra monumenti e pensando al nostro solito  caro amico Massimo che forse si starà annoiando, riesco a trovare due opere veramente belle e realizzo queste foto. Non so cosa stia facendo Gian, credo di aver capito che sia più interessato a piccole lapidi con foto centenarie abbinate a fiorellini appassiti (astrattismo lugubre).
Con la coda dell'occhio scopro le sue idee....
Per crearsi la composizione Gian  ruba i fiori da altre lapidi e li posiziona su quella che gli interessa. Ma poi, con civiltà scaramantica, li rimette a posto. Silenzioso mi avvicino e immortalo la prova del reato con relativo pensiero che fuoriesce dalla sua mente.

Ormai è quasi mezzogiorno, Gian è stanco e comincia a sentire i morsi della fame. Potete notare la sua espressione nella foto di sinistra..... le sue occhiaie assomigliano a quelle del busto alle sue spalle. Mi propone una pausa, effettivamente da lui non mi aspettavo tanta resistenza, con la promessa di un nuovo tour pomeridiano.

Ma prima di pranzo viviamo un piccolo-grande dramma che ognuno di noi avrà vissuto o vivrà almeno una volta nella vita: la ricerca di un "gabinetto" libero. Gian nella foto di sinistra è disperato perchè l'area era occupata da un gruppo di turisti, mentre in quella di destra si nota, generalmente è inespressivo e questa volta sta dando il massimo di se, la sua grande soddisfazione!!! Finalmente libero!!!!!

Dopo un  prosciutto e melone e una bottiglina di bianco torniamo al camposanto per proseguire il nostro giro. Ma le sorprese non sono finite!!!!!
Sarà stato il caldo, sarà stato il vinello, Gianfranco Cappuccini  avvista un affresco raffigurante un suo diretto antenato santificato non so quando: tale "San Cappuccio martire" , perfettamente conservato e datato 1524. L'affresco riproduce il Santo mentre si eleva nell'alto dei cieli, ma...... lascia dubbioso  il visitatore il fatto che il santo indossi dei bermuda in jeans, scarpe da tennis....... e, sicuramente sarà ampiamente discussa in trasmissioni dedicate all'arte, la sua postura. Perchè il San Cappuccio teneva le mani a protezione...???  Ci chiediamo: è un gesto spontaneo o il Santo di famiglia si stava proteggendo da qualche iettatura? Ancor più strana è la perfetta somiglianza con Giancappy. Io immortalo l'affresco..... non si sa mai!!!! ........ che sia soltanto una nostra fantasia!!....... Fa un caldo bestiale e la nostra scorta di acqua è agli sgoccioli!! Direi proprio che è ora di andare a casa.

 

Dopo la visione, forse è preferibile tornare a casa, l'insolazione....!!!!
Così è arrivato il momento dei saluti.
Gian saluta un Cristo con la mano sul cuore, che lo perdona, mentre lui nasconde la mano incriminata, quella che ha spostato i fiori da una tomba all'altra.
Roby abbraccia un bronzo simpatico, stringe la mano ad una statua tra le sue preferite dedicata a "Teresa", qualche vandalo le ha rotto le dita, e saluta gli amici di fotografionline.com con la partecipazione di Gian che al momento sta scattando.
 

Cari amici di www.fotografionline.com, con questa seconda storia di cazzate notevoli, l'estate è finita, ci congediamo.
Non sapendo cosa fare abbiamo cercato di fare foto e abbiamo sperimentato qualcosa per divertirci e divertirvi.
Speriamo di avervi fatto sorridere.
Un caro saluto da Gian, Max, Roby