Principi .....2. parte

Come già detto,  suppongo che le regole di composizione in  generale siano conosciute. Perciò mi concentro piuttosto sugli elementi percepiti dal subconscio.

La prima sensazione che registriamo quando osserviamo una foto  è quella che rimane  per lo più  decisiva. Anche se guardiamo l'immagine altre volte, difficilmente cambiamo opinione: la foto è bella o non è bella.

Ognuno di noi ha i suoi gusti, senz'altro anche influenzati dall'era e dalle mode del mondo in cui viviamo.  Malgrado ciò, ci sono criteri che sfuggono a queste tendenze  e che reggono nel tempo: la composizioni, le luci, le ombre, i colori fanno di un nudo un' opera che piace o che suscita una reazione meno positiva agli occhi
del pubblico.

Formato paesaggio o ritratto?  Ogni creatore si pone questa domanda, così da influenzare indirettamente l'osservatore, in quanto una foto in formato ritratto appare attiva, qualche volta
addirittura aggressiva.
Il formato paesaggio è più tranquillo, meno rumoroso. I formati quadrati sostengono questa tendenza. Composizioni e relazioni delle parti sono ancora più determinanti !

Ogni foto è bidimensionale. L'impressione di profondità viene suscitata dalla buona distribuzione delle luci e delle ombre, dai colori e dalle dimensioni dei corpi, anche se l'oggetto che stiamo guardando è piano.

Una regola valida da secoli è il taglio aureo per la distribuzione dei piani in una fotografia. Parliamo approssimativamente di rapporti di 2:3 o 3:5, 5:8, 8:13.
Ci interessa sopratutto il corpo umano; in questo genere fotografico il corpo dovrebbe essere composto  seguendo queste regole. Quindi, se le fotografie sono costruite in tal modo, le percepiamo come molto armoniose.

Un ruolo importante lo giocano le diagonali. A seconda della zona geografica in qui vive l'osservatore di una foto, esso noterà una linea tendente verso il cielo o  una tendenza frenata più diretta verso la terra.